ANNO 2003

07/06/2003 AUDITORIUM CENTRO CONGRESSUALE DE LAUGIER PORTOFERRAIO

 

Vincitore: "Lezioni napoleoniche" di Ernesto Ferrero (Mondadori)

 

Motivazione: Dalle pagine di questo libro emerge la figura di Napoleone analizzata sotto ogni prospettiva e ricostruita con parametri interpretativi anche molto moderni. Un'immagine sorprendente, affascinante, di un uomo che era anche un grande organizzatore e manager, che portò nell'esercito e nello Stato una mentalità imprenditoriale, che sapeva motivare le persone, che aprì le carriere al merito, che utilizzava sapientemente le tecniche della comunicazione e del consenso di massa. li borghese che "Poteva tutto perché voleva tutto" (come scrisse Balzac), ma anche perché sapeva tutto. Un uomo che - come dice Ferrero - "è assalito dal demone della guerra, del confronto continuo, dello spostare sempre in là la posta della scommessa", ma è anche "un grande comunicatore, manipolatore di uomini, un lettore onnivoro, non banale, uno che si preoccupa di organizzare la biblioteca ideale da viaggio di quattromila volumi. Il Napoleone che racconta Ferrero è il giurista dei codici civili. Il bibliofilo e l'intenditore di teatro che trasformò la cultura in strumento del buon governo, creando il Louvre. L'analista straordinario, capace di profetizzare agli inglesi che perderanno l'India perché sono incapaci di gestirla, suggerendo loro di venderla. Lo statista lungimirante che arrivò a delineare gli Stati Uniti d'Europa con due secoli di anticipo. E soprattutto il vinto che a Sant'Elena costruì la vittoria che nessuno potrà più strappargli confezionando la leggenda romantica del martire e del liberatore di popoli, che farà sognare intere generazioni. Non a caso il suo mito resiste da più di duecento anni. Spulciando le 165 pagine del saggio, ritroviamo intuizioni moderne, valide ancora oggi come: "Senza budget non c'è salvezza", oppure "Dobbiamo prendere le cose come sono, non come vorremmo che fossero" o ancora "Un capo è un venditore di speranze". O anche gli aforismi che sono proposti in quarta di copertina : "Si governano più facilmente gli uomini facendo leva sui loro vizi che sulle loro virtù", "Un buon politico è quello che riesce a calcolare i vantaggi che può ricavare dai suoi stessi errori". "I governi mantengono le loro promesse solo se vi sono costretti o se pensano di ricavarne qualche vantaggio". "Ci vuole più carattere nell'amministrare che nel fare la guerra". Intuizioni, parole d'ordine che sono state, non dimentichiamolo, gli effettivi principi che hanno presieduto al cambiamento di un mondo e che costituiscono il bagaglio di un nomo che ha creato le basi dello stato moderno. Le "Lezioni Napoleoniche" di Ernesto Ferrero sono quindi un magistrale esempio di fusione tra stile saggistico e stile narrativo. Colpisce l'equilibrio tra l'evocazione storica e la riflessione attuale. Lo sguardo d'Aquila di Napoleone non si perde nel passato ma illumina il presente. Il presidente della giuria letteraria prof. Alberto Brandani.

 

Finalisti:
"Maledetti americani" di Massimo Teodori (Mondadori)
"Il breve viaggio, Giaime Pintor nella Weimar nazista" di Mirella Serri (Marsilio)

 

Il Volume storico del Premio Letterario Internazionale Isola d'Elba - R. Brignetti

 

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